Rapporti con l'Italia

Nel Quattrocento, come più tardi nel Risorgimento, si intensificarono gli scambi tra Ungheria e Italia: scambi tradizionalmente improntati ad affinità e simpatia tra i popoli, ma anche a interessi geopolitici, com'era già successo nel Trecento sotto la dinastia degli Angioini, allorche Napoli era divenuta parte integrante dell'Ungheria. Mattia Corvino fu uno dei re più ricchi d'Europa, un mecenate sensibile all'arte e alla bellezza. Portò a Buda i maggiori artisti europei e sposò in seconde nozze Beatrice d'Aragona, figlia del re di Napoli, incoronata regina d'Ungheria nel 1476. Famosa al pari di quella Vaticana fu la Biblioteca corviniana, con un numero poco minore di codici, alcuni dei quali ancora conservati. Il poeta Angelo Poliziano omaggiò re Matyas di alcuni manoscritti e il Mantegna lo immortalò in un famoso ritratto. Tra i numerosi umanisti italiani chiamati a far vita di corte, Galeotto Marzio da Narni, Taddeo Ugoleto e Naldo Naldi. L'architetto bolognese Aristotele Fioravanti, che lavorò anche alla costruzione del Cremlino, si mise all'opera per ampliare la fortezza di Buda. Un altro architetto, Giovanni Dalmata, diresse i lavori della cappella del castello reale. Il Rinascimento italiano propiziò la nascita di nuove arti come la ceramica e la maiolica; rifiorirono la scultura, la pittura e l'artigianato. Furono influenze forti e reciproche, testimoniate, ad esempio, dal poeta Janus Pannonius che studiò in terra italica e divenne amico di Marsilio Ficino.